Castel Sant’ Angelo
Castel Sant’ Angelo è un comune di 1288 abitanti della provincia di Rieti situato a circa 15 km di distanza dal capoluogo, al confine tra Lazio, Abruzzo e Umbria, sulla vecchia Via del Sale.
Il paese domina tutta la vallata circostante del Velino. In questa splendida valle, rigogliosa e dalla natura incontaminata, sorgono numerosi siti archeologici, incastonati tra prati e boschi millenari.
Il territorio comunale, in gran parte montuoso, è attraversato per intero dal fiume Velino lungo il quale si snoda il percorso della S.S. Salaria. Nella zona sono presenti fenomeni di carsismo.
Al centro di Castel S. Angelo, comune che racchiude 14 frazioni , si erge imponente la vecchia Torre di epoca medievale. Il paese di Castel S. Angelo conserva ancora del suo passato, la torre dell’antico castello, resti delle mura merlate e la struttura tipica e suggestiva dei borghi medioevali. L’antico insediamento fortificato di Castel Sant’Angelo si trova poco lontano dal lago di Paterno ed è ancora parzialmente cinto da splendide mura.
L’origine dell’abitato di Castel Sant’Angelo risale all’alto medioevo ma non è accertabile sulla base di documenti. Gli edifici e le strade conservano una fisionomia rude e suggestiva rimasta quasi intatta.
Molte le tracce di civiltà di epoca pre-romana che si possono inoltre trovare nel tratto di Salaria ricadente nel territorio del comune di Castel Sant’Angelo.
Nel territorio sono presenti diverse strutture archeologiche ed alcuni tratti dell’antica via Salaria. Uno dei più lunghi e meglio conservati è visibile all’interno di un laghetto dedicato alla pesca sportiva.
La vicinanza ad un’importante arteria di comunicazione come la via Salaria e il fatto di trovarsi al confine tra il Regno Borbonico e lo Stato Pontificio, ha reso sempre la zona di Castel Sant’Angelo soggetta a fasi alterne di dominio e di conquiste.
Foto tratta dal sito del comune
Canetra e le terme di Cotilia
Canetra è una frazione di Castel Sant’Angelo con un delizioso lago formato da acque sorgive.
Nella frazione di Canetra si trovano le Terme di Cotilia , famose già nell’antica Roma . Infatti la città pre-romana di Cotilia sorgeva lungo la via del sale, che oggi corrisponde alla via Salaria e proprio da quest’antica città, prendono il nome le attuali terme.
Molti sono i ritrovamenti di epoca romana come i resti delle ville degli imperatori Tito e Vespasiano, presenti ancora oggi in questo luogo.
La città di Cotilia decadde nel corso del tempo, soprattutto in seguito alle invasioni barbariche. Lo sfruttamento delle acque termali è ripreso solamente a partire dal 1981, anno in cui è iniziata la costruzione dell’attuale centro termale di Cotilia.
Micigliano
Micigliano si trova sul versante orientale del massiccio del Monte Terminillo, lungo le pendici del Monte Valloni (2.004 m) e del Monte Elefante (2.015 m), ad una quota piuttosto elevata (925 s.l.m. la parte bassa, 1.005 s.l.m. la parte alta) dominando le sottostanti Gole del Velino. Fa parte del comune anche la frazione di Campoforogna, sede assieme a Pian de Valli e Rialto Terminillo, della stazione sciistica occidentale del Terminillo.
Una carrabile, realizzata su antico tracciato di mulattiera tramite sbancamento nel corso dell’anno 2000, disagevole, dal tracciato piuttosto tortuoso, percorribile a piedi, a cavallo e in mountain bike e d’inverno generalmente innevata, collega l’abitato di Micigliano con il passo di Sella di Leonessa (quota 1.901 s.l.m.), risalendo le pendici del Monte Valloni (2.005 m) e del Monte Elefante (2.015 m) e realizzando un percorso naturalistico d’eccezionale panoramicità, spaziando dalla vista della vetta del Terminillo fino alle sottostanti Gole del Velino, sui gruppi montuosi del Monte Giano, del Monte Nuria e di Monte Calvo, fino alla catena del Sirente-Velino e scoprendo, in alcuni tratti, anche le vette del Gran Sasso e dei monti della Laga.
L’amore ed il rispetto per il patrimonio storico-culturale si esprimono a Micigliano anche attraverso il locale Museo Civico delle Tradizioni Popolari.
Foto tratta dal sito del comune
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