Cantalupo, Forano, Poggio Catino, Roccantica, Selci, Stimigliano
A cura di Claudia Cattani

Cantalupo

Cantalupo in Sabina è un suggestivo borgo ricco di storia e di bellezze artisitiche.

La sua posizione geografica ha sempre rappresentato uno dei volani più importanti per lo sviluppo delle attività commerciali e per quelle produttive. Ancora oggi Il paese conserva un immenso patrimonio culturale tanto che si definisce un “museo all’aperto” perché conserva anche molto gelosamente la storia vissuta: del museo, così costituito fanno parte la Porta Maggiore o Porta dell’ Orologio, il Palazzo Camuccini , Chiesa di Maria SS. Assunta in Cielo e le numerose chiese rurali sparse sul suo territorio ( San Girolamo, San Biagio, sant’ Adamo)

Il territorio, durante l’epoca romana era interamente costellato di ville rustiche residenziali e fu intorno a queste stesse che nel Medioevo sorsero i Pagi e i Vici, i cui abitanti però, a causa delle successive invasioni barbariche, furono costretti a rifugiarsi sul punto più alto del territorio circostante fondando così il “Castrum Cantalupi”, citato per la prima volta dal registro Farfense nell’anno 1037. Amministrativamente, Cantalupo è in origine comunità indirettamente soggetta alla Camera Apostolica, poi, con la caduta del sistema feudale, passa direttamente sotto il Governo Pontificio (1816). Nel 1861 entra a far parte del Regno d’Italia, aggregato alla provincia di Perugia, poi a quella di Roma, finché nel 1927 viene incluso nella nuova provincia di Rieti.

Le attività culturali, sono sempre fiorenti, convarie rassegne e manifestazioni tra le più interessanti della Provincia di Rieti.

Tra le personalità più eminenti che hanno vissuto a Cantalupo si annovera Mario Verdone, critico cinematografico, autore dell’opera A Cantalupo in Sabina, nonché padre dell’attore e regista Carlo Verdone che, dopo la morte del genitore, ne ha gelosamente ristrutturato la villa per risiedervi durante i periodi estivi. 

Il borgo dà il nome ad una varietà di melone detta melone di Cantalupo, che vi venne introdotta dall’oriente da missionari cattolici. 

Da Rieti: Cantalupo si raggiunge percorrendo la Via Salaria (SS/4) e SR313.

Foto presa dal sito del Comune

Forano

Forano sorge sui  rilievi occidentali dei monti Sabini, in posizione dominante sulla sottostante valle del Tevere.

Il paese è nato come villaggio sabino all’incirca nell’XI secolo a.C. e nell’VIII secolo assunse la denominazione di Forum Iani in seguito all’edificazione da parte dei Romani di un tempio dedicato al dio Giano.

A partire dall’età repubblicana fino ai tempi dell’imperatore Augusto si riscontra nel territorio una decisa edificazione di ville tra cui la Villa romana in loc. Via dei Gradini, di cui si conserva tutt’ora una grande cisterna per la conservazione dell’acqua piovana.

La sua posizione lungo le arterie di comunicazione ed il  vicino corso d’ acqua, ne fecero un centro commerciale di crescente importanza. 

Nell’XI secolo divenne feudo dei Savelli.

All’inizio del XII secolo il castello di Forano compare come possedimento dell’Abbazia benedettina di Farfa e nel  XVI secolo il castello passò agli Strozzi e poi da questi, alla fine del XIX secolo, alla famiglia Sauve. Attualmente è di proprietà privata.

Tra i luoghi di interesse ricordiamo alcune chiese,  il Palazzo Strozzi con affreschi cinquecenteschi ,  i reperti archeologici quali i resti di una villa romana ed il Mausoleo rotondo detto “Il Sassone” che per la sua forma e per le dimensioni ricorda quello di Cecilia Metella sulla Via Appia.

Forano si raggiunge da Rieti percorrendo la Via Salaria SS4 oppure la SP45/F.

Poggio Catino

Poggio Catino nasce come gemmazione del piu’ antico e vicinissimo centro di Catino. Entrambi i paesi, già noti in epoca romana,  devono molto del loro sviluppo ai Longobardi, popolazione che vi si insedia a partire dalla fine del settimo secolo.

Non a caso, ancora, presso questa località  della Sabina, si possono ammirare tanto la Torre Longobarda quanto i resti delle fortificazioni e del castello che vennero erette dai Longobardi;  il suo territorio e’ un vero e proprio scrigno contenente monumenti e luoghi di grande interesse. 

Si possono, inoltre,  degustare degli ottimi piatti  di antica tradizione e realizzati ancora oggi con materie prime di eccellente qualità .

Il programma degli eventi culturali, delle manifestazioni folcloristiche e delle varie fiere, a Poggio Catino e’ particolarmente ricco e vario. 

Punto focale e’ il centro storico dove e’ possibile visitare sia la Chiesa di Santa Maria dei Nobili e sia quella dedicata a Sant’ Agostino. Tra le altre varie preziosità di Poggio Catino, tvi e’ la trecentesca Chiesa di San Rocco, caratterizzata da una unica navata e con al suo interno interessanti affreschi risalenti al quattordicesimo secolo. Di particolare valoreil Palazzo Olgiati, attuale sede del Comune .

Tra i reperti storici da vedere a Poggio Catino, oltre alla Torre Longobarda ed ai ruderi fortificati del Castello annesso alla torre, si possono visitare le antiche Terme di Silla, risalente al periodo romano. Tra le particolarità da segnalare, merita una visita il vicino Eremo di San Michele.

Foto Gallery Poggio Catino

Roccantica

Roccantica e’ un antico borgo della  provincia di Rieti, dove e’ possibile riscoprire antichi sapori e avventurarsi in un territorio particolarmente ricco di leggende, come quella legata alla grande dolina di Revotano, entro la quale sarebbe precipitato il villaggio precedente.

L’ antico borgo, posto sui pendii ripidi della montagna, è  circondato da magnifici e rilassanti boschi.

Di particolare interesse il  centro storico, ove spiccano numerose chiese risalenti a diverse epoche , il castello medioevale e una cerchia triplice di mura con le tre porte : Porta dell Arco, Porta Nuova e Porta Reatina.

Roccantica propone anche interessanti appuntamenti folcloristici, come il tradizionale Medioevo in festa, che si  svolge durante il mese di Agosto, con  spettacoli e costumi d’ epoca,  con ottimi prodotti enogastronomici e l’  olio extravergine della Sabina, con possibilità di  visitare le numerose botteghe artigiane.

Durante la stagione invernale si svolge la Sagra della Polenta grigliata,  mentre nel  mese di marzo si svolge un altro interessante appuntamento gastronomico, la Sagra del Frittello. 

Altre costruzioni di interesse di Roccantica sono la chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta in Cielo e l’antico Monastero delle Clarisse . 

Selci

Selci è  un delizioso borgo della Sabina, che si adagia sulla diramazione occidentale  dei Monti Sabini ed è  immerso in una verdeggiante e rigogliosa natura, prevalentemente di uliveti,  dai  quali si estrae il famoso  olio di oliva sabino.

Selci ha una storia  millenaria ; venne fondata a  seguito delle ripetute invasioni barbariche prima, e dei saraceni, poi; prende il suo nome dalla vicina strada romana che era, appunto, lastricata con grossi basoli di silice. Quindi, a seguito della distruzione di Forum Novum, la popolazione, in cerca di rifugio, eresse il villaggio alla cima di un colle. Successivamente vennero erette le mura di fortificazione ed  oggi, la sua cinta muraria e il  torrione  sono, quasi sicuramente, derivazione della prima fortificazione .

Superata la porta urbana, si accede al suo centro storico, con la  Chiesa intitolata al Santo Salvatore ; all’ interno del centro storico vi sono antichi toponimi  come ad esempio Via degli OrtiVia del Forno oppure Via del Palazzetto.

Il clima mite e la sua ottima esposizione, hanno favorito la coltivazione sia di uliveti sia di vigneti, con  olio di oliva sabino marchio DOP. 

Oltre che degustare l’ottimo olio dì oliva sabino, il turista potrà  assaporare la celebre porchetta selciana.

Come raggiugere Selci da Rieti: in auto percorrendo la Via Salaria SS4 oppure la SP45/f.

 

Stimigliano

Stimigliano, è  considerato il borgo  di ingresso nel territorio della Sabina.

Il borgo di Stimigliano si erge su un colle, ai piedi del quale scorre il Tevere

Oltre il ponte che supera il Tevere, si estende la parte nuova di Stimigliano, sviluppatasi  intorno ad una antica fabbrica che produceva ceramica e alla stazione ferroviaria. Dopo salita si arriva  al centro storico di Stimigliano, con le antiche mura di origine medioevale.

Nell’  antico borgo vi è il Castello appartenuto agli Orsini e  la Chiesa intitolata ai Santi Cosma e Damiano.

Corso Umberto I e i suoi caratteristici vicoletti, rappresentano il centro storico dell’ antico borgo. Entrando nel centro storico si accede a Piazza Roma, suggestiva e accogliente piazzetta, ove si potrà  ammirare il  Palazzo del Comune.

Questo luogo consentirà al visitatore di ammirare uno stupendo panorama su tutta la piana, entro la quale scorre il Tevere e ove spicca il Monte Soratte alle cui falde scorre il fiume.

Stimigliano rappresenta anche una interessante meta per degustare le specialità sabine, prima fra tutte l’ olio di oliva.   

Come si raggiunge da Rieti: percorrere la Via Salaria SS4  oppure la SS675.

 

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