Archeologia Pubblica nella Valle del Turano
“Si torni a scavare…” è l’esortazione espressa dall’emerito archeologo Filppo Coarelli nel corso del suo intervento che ha aperto il riuscitissimo Festival dei Popoli Italici (svoltosi a Rieti l’8-9-10 maggio 2026) e che nel 1958 scavò anche a Monteleone Sabino, scoprendo Trebula (vedere il Museo a Monteleone Sabino). Ampio spazio all’archeologia al Festival, con anche i puntuali e seguiti interventi dei professori Carandini e La Regina, ove si è rimarcato come la ricerca archeologica rimane fonte primaria nella carenza dei testi e delle fonti della storia della Sabina. A ognuno la sua parte e dimensione.
Come già riportato sul sito di Amici di Rieti, il 7 luglio 2025 vi è stato l’evento di presentazione della Campagna di Archeologia Pubblica nella Valle del Turano, frutto della collaborazione tra Università di Roma Tor Vergata, Durham University (Uk), la Soprintendenza Archeologia, (SABAP RM-RI), Poleis S.c.a.r.l., l’associazione Riattivati e i comuni di Castel di Tora, Paganico Sabino e Collalto Sabino, vincitori del progetto PNRR Obiettivo coinvolgere le comunità del territorio nella conoscenza del proprio patrimonio culturale.
Rinviando a quanto in precedenza evidenziato e confermando un’attenzione e un impegno turanense sulla memoria della propria storia (il 27 e 28 aprile 2026 si è svolta a Colle di Tora una conferenza internazionale avente ad oggetto il patrimonio culturale della Valle del Turano e la sua valorizzazione) e su quanto l’archeologia ha contribuito al riguardo, anche con gli interventi dell’Ècole Francaise, siamo a testimoniare la vitalità e il successo del progetto Archeologia Pubblica Turano Archaeo Survey, i cui “Risultati e Prospettive” hanno formato il tema dell’ “Incontro Pubblico di Restituzione e Confronto” svoltosi il 7 giugno 2026 a Paganico Sabino; è stata l’occasione anche per inaugurare il Centro Diurno spazio coworking, sala di lettura per “nomadi digitali”, altra meritevole e riuscita realizzazione del progetto Borghi Uniti per la rigenerazione culturale e sociale della Valle del Turano.
Cosa vuol dire fare Archeologia Pubblica nella Valle del Turano? La risposta è stata data nell’incontro del 7 giugno dall’animatrice e coordinatrice del progetto per l’Università di Roma Tor Vergata e la Durham University, prof.ssa Letizia Silvestri, turanese doc: “Vuol dire che i dati, i rilievi, le ipotesi scientifiche non restano nei laboratori, tornano al territorio e lo abitano ogni giorno. Vuol dire costruire una consapevolezza condivisa: la Valle del Turano ha una storia millenaria, complessa e stratificata, e vale la pena raccontarla insieme a chi ci vive. Le campagne 2025 hanno restituito un quadro sempre più ricco, la campagna 2026 porterà avanti tutto questo e tanto altro. Il lavoro continua”.
Sembra che si stiano superando le esortazioni del prof. Coarelli.
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