Il borgo di Antrodoco è situata lungo la via Salaria, a circa 20 Km dal capoluogo provinciale, Rieti, tra i Monti Reatini e quelli del Cicolano, all’altezza di circa 500 metri.
Antrodoco è rinomata per le caratteristiche Gole di Antrodoco e Gole del Velino. Quest’ultime sono considerate dal Touring Club Italiano “forse la forra più selvaggia e suggestiva di tutto l’Appennino”. La sua collocazione all’incrocio tra la via Salaria e la via Sabina , ne fa storicamente un importante nodo stradale.
Antrodoco, come la stessa etimologia del toponimo (“in mezzo ai monti”) ci suggerisce, è circondato da tre montagne.
A Nord-Est del paese si erge il Monte Giano (1820 m). Da diversi chilometri di distanza si può notare sul monte la scritta “DVX” (duce, dal latino dux, ducis), composta da alberi di pino. La pineta, di circa otto ettari e di 20.000 pini, fu realizzata dal corpo forestale come omaggio a Benito Mussolini. La scritta, è patrimonio artistico e monumento naturale unico in Italia e nel mondo .
Antrodoco è bagnata dal fiume Velino, il maggiore affluente del fiume Nera, l’Aven Flumen dei latini (Livio).
Luoghi di interesse sono: La Chiesa di Santa Maria Assunta, La Chiesa di Santa Maria Extra Moenia, Il Santuario della Madonna delle Grotte, Il Museo Militare e le Terme le cui acque sulfuree sgorgano dalle sorgenti poste alle pendici di Monte Giano. Pare siano state usate sin dal tempo dei romani ma solo verso la fine del XVI secolo hanno assunto una rilevante importanza dal punto di vista terapeutico.
Foto tratta dal sito del comune
Borgovelino
A 460 m sul livello del mare, Borgo Velino è un graziosissimo paesino medioevale situato nel piccolo tratto di pianura tra Castel Sant’Angelo e Antrodoco, all’imbocco est della Piana di San Vittorino. Nel territorio comunale insiste parte del gruppo montuoso del Monte Nuria.
È posto alla sinistra del fiume Velino, in un territorio che, sebbene in gran parte montuoso, è assai fertile e produce raccolti abbondanti di granaglie, di castagne e di uva. Molti sono i pascoli nei luoghi più montuosi.
Il primo antichissimo insediamento umano, che può essere ritenuto “antenato” di Borgo Velino, è Viario. Pare accertato che Viario sorse prima di Roma – o addirittura ai tempi dei Pelasgi – e fu rifugio a pastori provenienti dalla Sabina. Più tardi nacque così il “Borghetto”.
Durante il periodo dei Flavi nei dintorni di Borgo Velino era presente una villa romana, dimora dei famosi imperatori. Oggi di quel periodo rimane il c.d. Ninfeo dei Flavi, importante monumento del I secolo, al tempo sicuramente arricchito di statue e mosaici.
Secondo una tradizione ormai consolidata, l’attuale abitato di Borgo Velino, fino al secolo scorso chiamato Borghetto, sarebbe stato fondato nel corso del XIV secolo dagli abitanti del castello di Forca Pretula. La tradizione vuole che a Borgo Velino, presso il Convento della Valle, dimorò San Francesco d’Assisi durante i suoi pellegrinaggi attraverso la Sabina. Il convento esisteva, ad ogni modo, già nei 1472, quando Sisto IV tassò per la somma di 3 once e 8 grana i poveri fraticelli del Borghetto.
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