fig. 1 – Incisione su castello di Rocca Sinibalda dell’inizio del XX secolo. Collezione privata
Nell’articolo “Espugnate il Castello di Rigatti” abbiamo ricordato un episodio di confine (1615), che segnò un duro colpo per l’antica nobile famiglia de Leoni di Carsoli, indotta dal Viceré a punire i Mareri per la protezione data ai briganti in quel Castello.
Rinviamo al nostro precedente articolo sul sito per l’intera narrazione, ricordando qui la discendenza diretta dei de Leoni da Santa Francesca Romana, nota alla devozione romana col nome di Ciccolella. Perché ricordiamo l’episodio? Perché dei Mareri abbiamo ultimamente citato tra i Santi sabini l’ava di qualche secolo Santa Filippa Mareri, nata a Petrella Salto nella frazione di Castel Mareri (1190-1236) e ne abbiamo accennato la parentela con Santa Rosalia (1130-1170), non approfondendo il complesso e non ancora definitivo quadro genealogico riguardante il legame tra le due Sante.
Entrambe sono esposte al vanto e alla devozione nella volta della cappella affrescata nel 1749 su commissione di Raimondo de Sangro, settimo principe di Sansevero, in quanto orgoglio della casata come ramo dei conti dei Marsi. Su questa declinazione si è appunto accennata la complessità dell’albero genealogico rappresentato dal celebre principe nell’altrettanto celebre cappella del Cristo Velato in Napoli. Tra certezze e supposizioni, la famiglia de Sangro discenderebbe da Berardo “il Francisco”, fondatore della casata dei Berardi detta anche dei Conti dei Marsi, discendenti di Carlo Magno.
fig. 2 – Albero genealogico dalla biblioteca del monastero benedettino di Monreale
A questo punto viene in aiuto il fondamentale e probante contributo alla storia dei Conti dei Marsi, divenuto ramo dei de Sangro, offerto dall’ Accademia Fides et Ratio San Berardo di Pescina, con il particolare impegno dei fondatori, il dr. Franco Francesco Zazzara e la prof. Graziella Di Salvatore, che ringrazio per il contributo e la disponibilità.
Il tema si svolge attraverso imponenti ricerche principalmente presso archivi abbaziali da Farfa a Palermo e tenendo come riferimento, per quanto d’interesse, le pagine di Pietro Antonio Tornamira, monaco benedettino (1674), che ha indagato e documentato la “Prosapia Paterna e Materna di Santa Rosalia”, ristampato e commentato dai due fondatori dell’Accademia nel volume “Santa Rosalia di Palermo e San Berardo dei Marsi, Vescovo e Cardinale: una interessante parentela” (2012).
Il Tornamira faceva poi riferimento a Francesco Zazzara, solo omonimo dell’autore, che nel 1615 aveva scritto “Historia della nobiltà d’Italia”, che viene considerato fonte autorevole e attendibile della discendenza di Santa Rosalia in quanto basata sui registri farfensi, trascrivendovi le importanti donazioni dei Conti Berardi/dei Marsi.
Quindi con chiarezza e decisione, l’autore afferma che “Sinibaldo, figlio di Teodino (fratello di San Berardo, Vescovo dei Marsi) è il padre di Santa Rosalia”. A questo punto può intravedersi della luce sulle relazioni parentali, per quanto intricate comunque appaiano.
fig. 3 – Albero genealogico disegnato da Franco Zazzara
Torna all’attenzione la Cappella Sansevero, dove tra gli avi illustri compaiono San Berardo, Vescovo e Cardinale dei Marsi, Santa Rosalia e Santa Filippa Mareri, entrambe nominate dei Conti dei Marsi. Ricordiamo che il Principe de Sangro è ramo dei Conti dei Marsi.
E allora con l’aiuto dell’albero genealogico di Santa Rosalia e di San Berardo dalla biblioteca del monastero dei Benedettini di Monreale (PA) e dell’elaborazione dell’albero di San Berardo, di Santa Rosalia e di Santa Filippa, disegnata da Franco Zazzara nel 2012, alberi che riportiamo entrambi, si può più serenamente pervenire ad alcune affermazioni. Ripartiamo come base d’ipotesi dal Castello di Rocca Sinibalda, dove era Conte Sinibaldo Sinibaldi o Sinibaldo dei Marsi.
Egli risulta padre di Santa Rosalia e di Filippo Mareri, che fu padre di Santa Filippa Mareri. Filippo Mareri, entrato in possesso del feudo Castel Mareri, frazione di Petrella del Salto, assunse come proprio il nome del feudo, successivamente elevato a contea.
fig. 4 – Affresco su S. Filippa Mareri del XIII sec. in Borgo San Pietro
Santa Rosalia è dunque zia di Santa Filippa e discende dai Conti Berardi/dei Marsi, risalendo a Pipino Re d’Italia, figlio di Carlo Magno. I Berardi arrivarono nella Marsica nel 920 con Berardo Francesco (il Francese). Per chiudere con i Santi della Cappella Sansevero, abbiamo San Berardo Cardinale Vescovo, nato a Colle di Monte Bove di Carsoli (1079-1130), fratello di Teodino Conte dei Marsi, padre di Sinibaldo Sinibaldi, quindi zio di Santa Rosalia e Santa Filippa.
Il luogo di nascita di Santa Rosalia sembrerebbe essere Palermo, ma alcuni sostengono che fu invece concepita a Rocca Sinibalda. Potremmo considerare, faticosamente, assolto in qualche misura il debito di chiarezza? I conti dei Marsi si estinsero nel 1388 con la morte di Tommaso Berardi, ultimo della casata. Quanto alla famiglia di Sangro si apprende che discende da un Oderisio, pronipote del succitato Berardo “il Francisco”, fondatore della casata dei Berardi nota come Conti dei Marsi; avendo ereditato dal padre Rainaldo il feudo di Sangro mutò il proprio cognome col nome del feudo, diventando il 1° conte de Sangro nel 1093. E così anche Raimondo VII conte di Sangro ha la sua ragione nella sua Cappella.
Se vogliamo proseguire in quello che potrebbe sembrare un “metainvito” in una suggestione sincretica, cui pare alluda nella postfazione del libro, con riguardo a questa ricerca, la coautrice professoressa (filosofia) Graziella Di Salvatori, possiamo convocare San Berardo cardinale e vescovo dei Marsi, zio delle due Sante in argomento, per portarci a Palestrina. Papa Pasquale II ebbe in molta stima Berardo, che nominò cardinale nel 1109 e lo invitò alla solenne consacrazione a Palestrina del Duomo di S. Agapito nel 1117. Nei dipinti dell’abside si trova raffigurata S. Rosalia “sulla testa” di San Berardo, seduto accanto a San Benedetto da Norcia.
Accanto a palazzo Barberini vi è poi una chiesa intitolata a S. Rosalia, divenuta compatrona di Palestrina per averla liberata dalla peste (1656 -1657). Va ora segnalato che a Rocca Sinibalda vi è il culto del Santo Patrono Agapito che risale al XIII secolo, un “invio” di S. Rosalia da Palestrina o c’entra lo zio San Berardo? Un’altra singolare cointitolazione scoperta a Milano: la bella e importante chiesa di Santa Francesca Romana (1610) ha nel 1673 aggiunto al titolo di S. Francesca Romana anche quello di S. Rosalia.
fig. 5 – Statua di S. Rosalia nella facciata della chiesa di S. Rosalia e S. Francesca Romana
Due Sante fuori dalla loro geografia, ma la storia ne ha ricordato altre – vedi l’inizio dell’articolo – con il non felice episodio familiare che vide i discendenti di S. Francesca contro i Mareri di Rigatti (1615). Per non lasciare appannato il nome e la grande storia dei Mareri, nel XVII secolo diventati Vincenti Mareri, viene da ricordare un episodio citato dal conte Giovanni Vincenti Mareri sulla rivista Latina Gens, n. 9,1930: “Francesco Mareri (marito di Lavinia Savelli… discendente di Onorio III), valoroso e brillante cavaliere, che molto si distinse alla battaglia di Pavia (1525), custode di Francesco I nella prigionia di Pizzighettone, da Carlo V fatto Continuo del Regno di Napoli e quindi addetto alla persona del Viceré, governatore di Abruzzo e Capitano Generale delle Galere di Spagna”.
Infine, essendo quest’anno l’Aquila, con Rieti, Capitale Italiana della Cultura, ricordiamo anche che Tommaso Mareri, fratello di Santa Filippa, è considerato il “Costruttore” dell’Aquila in quanto, secondo varie fonti, partecipò attivamente alla sua fondazione (“Sabina un mosaico di signorie”, Tersilio Leggio, 2022).
fig. 6 – Facciata della chiesa di S. Rosalia e S. Francesca Romana
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