Figura 1 – Cittaducale Cartolina
Il cuore dell’Italia appenninica fu attraversato per secoli dai confini tra il Patrimonio di San Pietro e il Regno di Napoli: abitare nell’area centrale tra il Lazio, l’Umbria, le Marche e gli Abruzzi costituì una sfida e un’opportunità che si rivela ancora nell’assetto architettonico e nelle testimonianze storico artistiche gelosamente custodite nel territorio pedemontano solcato dalle acque limpide del fiume Velino, fiancheggiato dal tracciato millenario della consolare Salaria, la quarta via strata che collegava le saline di Ostia con l’interno approvvigionando Roma di carni e derrate conservate, fino a raggiungere la costiera adriatica. Reate, città capitale del popolo Sabino, esisteva già al tempo della fondazione di Roma. In età repubblicana, le sorti dei reatini si legarono per sempre a Roma. Per secoli, la città sabino-romana si sedimentò sullo sperone di travertino lambito a sud dalle acque del fiume, a nord dal vasto lago bonificato mediante il taglio delle Marmore.
Soltanto nel XIII secolo, quando proprio per effetto dell’attestamento dei confini Rieti entrò a far parte stabile delle sedi itineranti della Curia pontificia, la città estese il suo impianto nell’area pianeggiante ai piedi dell’arce, circoscritta per tre lati da una poderosa cinta muraria ed attraversata da un ordinato sistema viario nell’assetto dei suoi sestieri.
Figura 2 – Cittaducale Mura Est
Agli albori del XIV secolo, Carlo II d’Anjou intraprese a poche miglia da Rieti la fondazione per sinecismo di Cittaducale, una terra murata intitolata al figlio Roberto duca di Calabria.
Soggetta in spiritualibus alla Curia vescovile reatina che estendeva il suo territorio nel Vicariato di Regno, ben al di là dei confini amministrativi del Patrimonio di San Pietro, nel 1502 Cittaducale sarebbe stata elevata al rango di sede vescovile da papa Alessandro VI, in contrasto con il cardinale Giovanni Colonna, al tempo vescovo di Rieti. Fino al 1818 la piccola diocesi civitese fu un’enclave all’interno del territorio diocesano reatino. Per effetto del concordato tra lo Stato Pontificio e il Regno delle due Sicilie sottoscritto con la Restaurazione, che sanciva la coincidenza tra i confini della giurisdizione ecclesiastica e quelli della giurisdizione civile Cittaducale sarebbe stata annessa all’arcidiocesi di L’Aquila, rientrando a far parte integrante della diocesi delle origini soltanto nel 1976.
L’assetto urbano della millenaria città di Rieti e della secolare Cittaducale, terra di fondazione, e dei castelli che presidiarono il confine, come Castelfranco nel versante pontificio, Lugnano nel versante regnicolo, conserva traccia eloquente di un passato in cui abitare in una terra liminare richiese la capacità di progettare difese ed affermare la propria identità attraverso segni e simboli nei quali seppe sbrigliarsi la fantasia e l’abilità di architetti, artisti di vaglia e anonimi artigiani.
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