Voglio ringraziare, innanzitutto, a nome della famiglia Solidati Tiburzi, e di Pietro Solidati Tiburzi, il FAI Fondo Ambiente Italiano; l’Associazione RIATTIVATI; il ROTARY CLUB RIETI; la FRI; e l’associazione Amici di Rieti (Claudia Cattani ed Emanuela Varano), all’Amministrazione Comunale e il Sindaco Paolo Lancia, che hanno voluto e partecipato a questa lodevole iniziativa per ricordare l’inaugurazione del 1883, della tratta ferroviaria Terni, Rieti, l’Aquila, voluta fortemente dal mio avo, l’On. Luigi Solidati Tiburzi, ben 141 anni orsono.
Luigi Solidati Tiburzi nacque a Contigliano, 10 dicembre 1825. Avvocato, fu consigliere provinciale e sindaco di Contigliano. Eletto Deputato del regno d’Italia dal 1865 al 1886, fu quattro volte segretario dell’ufficio di presidenza, vicepresidente della Camera, e segretario generale del Ministero di grazia e giustizia e dei culti.
Senatore dal 1886, fu segretario dell’ufficio di presidenza per due volte, e commissario di vigilanza al fondo di beneficienza e religione della città di Roma, fino alla sua morte avvenuta a Contigliano nel 1889.
L’amore per l’Italia, per la libertà, per l’affrancamento dall’oppressione straniera e per l’unità, lo spinse a partecipare fin da giovane alle prime vicende Risorgimentali. Importante esponente della Massoneria, lavorò strenuamente, animato da sincero patriottismo, per la costruzione della Nazione Italiana, per questo motivo subì dal governo pontificio il carcere e l’espulsione.
Nel 1859 entrava a far parte del clandestino Comitato Nazionale Romano, un’organizzazione patriottica sovvenzionata dai piemontesi, il cui scopo principale era l’elevazione di Roma a capitale del Regno d’Italia, che dal 1853 aveva creato seri problemi alla Consulta Pontificia.
Molto interessante fu il suo carteggio con Lodovico Petrini negli anni dal 1860 al 1862, membro anche lui dell’omologo Comitato reatino, e la sua attività di informazione dei reatini di ciò che si tramava a Roma, rimasta al papato, contro l’appena raggiunta unità nazionale. Sul punto molto interessanti sono gli studi, magistralmente, condotti dal Prof. Luciano Tribiani, che hanno evidenziato come la Sabina, anche attraverso Luigi Solidati Tiburzi, sia stata protagonista, non secondaria, del Risorgimento Italiano.
Solidati Tiburzi, uomo saggio, prudente, e di grande equilibrio, che in un periodo storico caratterizzato da un delicatissimo gioco di effimeri equilibri, pur essendo un fervente patriota, non ha mai consentito che il sentimento anticlericale degenerasse in un movimento antireligioso.
Combatté il potere temporale del Papa, ma mai intese mettere in discussione l’autorità religiosa del Papa, né tantomeno le dottrine e i dogmi della Chiesa Cattolica. Si doveva affermare l’italianità di Roma ma senza promuovere tumulti ed insurrezioni che sarebbero stati duramente repressi dalle milizie francesi ed avrebbero potuto scatenare l’indignazione delle monarchie europee e compromettere lo sviluppo del neonato Regno d’Italia.
In questo contesto storico prese vita il progetto per il tratto ferroviario. Nel 1873 decisivo fu il contributo di Luigi Solidati Tiburzi in parlamento per la realizzazione della ferrovia Terni-Rieti-L’Aquila. Grazie all’appoggio di altri deputati, Solidati Tiburzi, riuscì ad ottenere sia la costruzione della L’Aquila-Rieti, che la sua prosecuzione dopo Rieti.
Tuttavia la prosecuzione venne disposta verso Terni, e non verso Passo Corese come avrebbero voluto i reatini e gli aquilani. Questa scelta, ad onor del vero, non fu dettata da reali necessità di trasporto, ma da una mera questione di strategia parlamentare e militare. Infatti, con l’innesto verso Terni (città sede di importanti industrie belliche) la costruzione della linea si sarebbe potuta giustificare con la sua importanza per la nazione in caso di guerra, una motivazione che difficilmente avrebbe attirato opposizioni in sede di votazione parlamentare.
Scelta che non solo si rivelò giusta e corretta, ma lungimirante atteso quello che sarebbe successo nel 1915-1918.
Concludo, con un doveroso, ma sentito ricordo di mia nonna, la Prof.ssa Clementina Solidati Tiburzi, nipote di Luigi Solidati Tiburzi. Ricordo che ogni volta che, insieme a mio padre, la accompagnavamo a Contigliano
per trovare suo fratello, veniva investita da un turbinio di emozioni. Ancora oggi ricordo i suoi racconti su Contigliano, sulla sua storia, ricordi di momenti belli, che di quelli meno felici, il coinvolgimento della famiglia nelle imprese del Risorgimento.
Ma sempre dalle sue parole, traspariva l’amore per questa terra, per Contigliano, per la sua famiglia, e quello che aveva significato per questo territorio, il tratto ferroviario voluto e realizzato da suo zio. Questo breve ricordo solo per rammentare, innanzitutto a me stesso, come gli interessi e il bene per la collettività debbano sempre prevalere, ed essere l’unica stella cometa, che l’uomo giusto, e il politico devono sempre seguire.
Le cose buone nascono solo da gesti e azioni mossi dall’amore verso il prossimo e verso la propria terra, e non dall’egoismo, o da miseri calcoli politici.
Vi ringrazio,
Gioacchino Belloni
Una cintura che abbraccia Abruzzo, Lazio ed Umbria
Nell'ottobre del 2020 nasceva l'associazione spontanea Amici di Rieti, promossa e presieduta da ClaudiaCattani. L'intento dei fondatori era far...
Completamento del progetto Pannelli Informativi
Amici di Rieti è stata capofila nel Comitato promotore per La Ferrovia del Centro Italia Luogo del Cuore FAI. A seguito della campagna di raccolta...
Ombelico e Cuore: la Basilica di Santa Maria in Sesto e la stazione di Cittaducale nel viaggio sulla ferrovia del Centro Italia
"Riflettevo in questi giorni quanto questi due luoghi, la basilica di Santa Maria di Sesto e la stazione di Cittaducale, nel rispettivo tempo...



