Vecchiarelli
A cura di Alessandra Vincenti Mareri
La famiglia Vecchiarelli risale a un Vecchiarellus, vivente nel 1150, dal quale discende anche la famiglia Vincentini. Insieme a questi si sono alleati per le lotte feudali contro i Vincenti Mareri fino a diventare nel 1577 patrizi di Rieti.
Nella seconda metà del Cinquecento si trasferiscono a Roma con Mariano, abbreviatore apostolico alla corte di Gregorio XIII che fece costruire il palazzo di famiglia. Illustre esponente della famiglia è Odoardo (1613-67), uditore di Camera e Vescovo di Rieti e Cardinale nel 1658.

Palazzo Vecchiarelli
Il Palazzo Vecchiarelli si trova a metà di via Roma, al civico 57, a fianco della ex chiesa di San Pietro.
Palazzo Vecchiarelli risale al Quattrocento, ma la struttura attuale è opera di Carlo Maderno che lo progettò sul finire del XVI secolo, evidenziandone i tratti dello stile barocco.
L’architetto Maderno, incaricato da papa Clemente VII Aldobrandini della sistemazione della cava clementina, presso la cascata delle Marmore, venne a Rieti nel 1596. Fu Vincenzo Vecchiarelli che avvicinò il grande maestro e gli commissionò il palazzo.
Il palazzo presenta una facciata molto elegante con un portale bugnato sormontato dalla loggia con balaustra del piano nobile. Un elegante prospetto colma armoniosamente il dislivello del piano stradale con la sequenza di finestroni del pianterreno, allineati a fianco del maestoso portale bugnato sovrastato dalla loggia balaustrata del piano nobile.
Le finestre del terzo piano e dell’attico sono progressivamente più basse rispetto a quelle del piano di rappresentanza, ma vantano anch’esse ricche ed eleganti cornici, la cui decorazione si ripete e si esalta nei ricchi fastigi della gronda.
Entrando nel maestoso portale si entra in un cortile interno dove si trova una fontana. L’eleganza della facciata prelude felicemente alla grandiosità della corte interna, su cui si apre una loggia dalle straordinarie suggestioni scenografiche.
Uno stemma lapideo ricorda monsignor Mariano Pietro Vecchiarelli, Referendario delle due Segnature presso la curia romana.
Nella parte sotterranea, si possono vedere i resti del viadotto romano che dal Ponte Romano, collegava la Via Salaria con la piazza principale della città, percorrendo Via Roma. Fino a giugno 2013 è stato la sede della Sabina Universitas.

Altri contenuti da Cultura / Le famiglie nobili del reatino