Il territorio del Cicolano
Il Cicolano e’ un territorio con una storia ed un paesaggio davvero affascinante che e’ mutato nel corso degli anni per mano dell’uomo.
Queste terre sono state abitate dagli aborigeni, dagli equicoli e i romani e sono state teatri di battaglie ed incastellamenti del quale possiamo ritrovare ancora dei resti di mura e fortificazioni.
L’ultimo ma più significativo cambiamento e’ il lago del Salto, il protagonista del paesaggio frutto di un intervento in epoca fascista da qui il nome della Valle del Salto.
Varco Sabino
Giungendo dalla Sabina il primo luogo che incontriamo per entrare nella Valle del Salto e’ Varco Sabino. Questo comune strategico nasce nel XV secolo come collegamento tra la Sabina e l’Abruzzo attraverso i Monti Carseolani, da questo si pensa derivi il suo nome come sinonimo di valico,ma non avendo fortificazioni non raggiunse mai lo stato di “castrum”.
Questo luogo essendo di passaggio era caratterizzato dai piccoli artigiani del legno, del ferro, una spezieria, vi era addirittura un sarto ed uno scalpellino. Ci troviamo in un’area caratterizzata da un misto di tradizioni e culture diverse, di intrecci di usi e costumi del Regno Borbonico e dello Stato Pontificio, cio’ si nota inoltre anche dai tratti orientaleggianti che assumono le architetture ed i dipinti del luogo come la Torre.
Se si desidera fare escursionismo o sport questo è il luogo ideale ed attrezzato con sentieri e percorsi, bici elettriche e quad. Inoltre questo e’ conosciuto a livello internazionale per i mondiali di wakeboard.
Sempre a Varco Sabino si trova il piccolo gioiello del Cicolano che sorge sulla diga del Salto Rocca Vittiana, vicino la Riserva dei Monti Cervia e Navegna, un paese dalla natura selvaggia ed incontaminata, ricco di fiori che si affaccia sul lago, che gode di un panorama mozzafiato dal suo sentiero panoramico.
Marcetelli
Il borgo medioevale di Marcetelli si trova sotto le pendici del Navegna ed e’ il comune piu’ piccolo del Lazio. Arroccata sullo sperone roccioso del Ravi domina la Valle del Salto.
Un paese incantato, ricco di stradine ripide lastricate, spesso tortuose e strette che si sviluppano tra mura di roccia viva delle case che circondano la piazza centrale, la Chiesa Parrocchiale di San Venanzio e San Martino, la bella fontana ottagonale e Palazzo dei Barberini. Qui si respira la tradizione di un tempo con i suoi maestri bottai che producono le botti in legno di castagno.
Pescorocchiano
Il borgo e’ arroccato sulle alture che sovrastano il fiume Salto. Il suo nome infatti e’ composto di pesco o peschio che significa “luogo alto e ripido” un suffisso tipico della zona del centro Italia dell’appennino meridionale e rocchiano che si pensa derivi dal termine medioevale sperone di roccia.
Un luogo suggestivo ove la natura si fonde con la storia attraverso le mura poligonali ed i reperti archeologici e la tradizione spirituale. L’architettura mostra i vari periodi storici come nel belvedere, il Castello Baronale che è una rocca medioevale.
Attraversando i suoi boschi ricchi di querce e castagni che colorano e scaldano il paesaggio ed incrociando i pascoli si puo’ respirare parte della tradizione ancora vigente di un territorio di contadini e pastori lungo il tratturo ormai interrotto dal lago.
Tra i reperti da visitare La grotta del Cavaliere e i resti dell’Antica Narse.
Per ammirare un incontaminata meraviglia naturale si possono visitare le Grotte di Val de’ Varri che brillano con stalagmiti e stalattiti e dove sono stati rinvenuti reperti archeologici e graffiti risalenti all’eta’ del bronzo.
Pescorocchiano diviso un tempo sul confine tra il Regno di Napoli (poi delle Due Sicilie) e lo Stato Pontificio, in seguito e’ stato territorio abruzzese per poi divenire un meraviglioso borgo parte integrante della provincia di Rieti dal 1927.
Foto Gallery Pescorocchiano
Borgorose e Corvaro
Borgorose e’ un scrigno che racchiude molti borghi circondato dagli appennini:dai Monti Carseolani, a sud dalla Marsica con le Montagne della Duchessa e a nord dai Monti del Cicolano con il gruppo montuoso di Monte Nuria. Inoltre nel suo paesaggio naturale si trova la Riserva regionale Montagne della Duchessa con il Lago della Duchessa ed il confine con il Parco naturale regionale Sirente-Velino.
Luogo da non perdere e’ l’ex monastero di San Giovanni in Leopardis e la sua cripta, il resto del complesso e’ andato distrutto ed il Castello di Collefegato che mantiene l’antico nome della citta’ prima di divenire Borgorose.
Borgorose è anche famoso perché è nata qui la Birra del Borgo.
Nella frazione di Covaro, di particolare importanza i reperti dell’epoca degli equicoli, quali il tumulo di Covaro con le preziose sepolture,l’area Sacra di S.Erasmo, il museo archeologico ed il museo di scienze naturali, il suo castello ed il borgo mediovale.
Foto Gallery Borgorose
Fiamignano
Il borgo di Fiamignano deve il suo nome ad un incendio che lo distrusse e venne ricostruito ai piedi del Castello di Rascino, tra l’omonimo altopiano, l’altopiano del Cornino sotto al Monte Nuria.
Poco ne rimane del vecchio borgo a parte qualche epigrafe e rovina di un territorio chiave per il popolo degli equicoli. I ruderi da visitare e non perdere sono il Castello di Poggio Poponesco, di cui la torre e’ stata da poco ristrutturata, si dice che qui nacque Santa Chelidonia nel 1077, che diffuse il cristianesimo nella zona ed inoltre poco distante la Chiesa della Madonna del Poggio.
Ad ogni modo questo luogo e’ l’ideale per stare a contatto con la natura, soprattutto in periodo primaverile-estivo dove, “montagna”, vi sono agriturismi, maneggi, ma anche la possibilità di campeggiare liberamente. I suoi sentieri tra le bellezze naturali, i laghi e la fauna sono noti per il trekking e segnati dal Gruppo CAI di Rascino. Inoltre, Fiamignano e’ conosciuto per l’addestramento dei cani.
Foto Gallery Fiamignano
Foto di Giacomo Nicolò
Petrella Salto e Borgo San Pietro
Nel XI secolo il territorio del Cicolano era assediato dai Saraceni e dai Normanni, e gli abitanti di questa zona della Sabina Reatina che vivevano a valle vicino alle fonti d’acqua, si trasferirono nei castelli e zone piu’ sicure arroccate sulle rocce,questo fenomeno si chiama incastellamento, da qui nasce Petrella Salto ed il feudo dei Mareri.
Questo luogo lungo i secoli vede il passaggio di illustri personaggi della storia e vi sono stati molti miracoli.
Nel borgo di Petrella Salto la Rocca Mareri (in seguito nominata Cenci) e’ uno dei luoghi da non si possono perdere, qui hanno vissuto le più importanti famiglie nobili Mareri, Colonna e Cenci. In questo luogo nel 500’ si sono anche consumate due scene del crimine di interesse storico: la strage dei Mareri di cui si salvo’ in maniera rocambolesca solo Maria Costanza Mareri, che non precipito’ perché rimase impigliata ad un albero ed il parricidio di Beatrice Cenci che venne poi giustiziata a Roma, (si dice che il suo fantasma si aggiri ancora dentro Castel Sant’Angelo), questo fatto di cronaca nera ispiro’ lo scrittore Alexandre Dumas.
Sempre nel 500’ la contessa Orinzia Colonna, contribui’ a far crescere il patrimonio artistico del luogo costruendo ill Santuario di Santa Maria Appari’ a seguito del miracolo delle ciliegie che avvenne proprio dove lo ha costruito.
Spostandoci sulle alture un altro luogo di culto da non perdere e’ Grotta di Santa Filippa, Santa Filippa Mareri nel XIII (link a Santa Filippa articolo nel sito), essendo entrata in contatto con San Francesco, abbandonò tutti i suoi nobili averi e fuggi’ il matrimonio combinato e per rifugiarsi qui a pregare con le compagne.
In seguito a San Pietro de Molito (oggi sommersa nel Lago del Salto) fondo’ la sua comunita’, qui avvennero molti dei suoi miracoli. Dopo la costruzione del Lago del Salto (1940) (link all’articolo di natura e ambiente,lago del Salto), il suo santuario fu ricostruito piu’ in alto nell’attuale Borgo San Pietro (una frazione di Petrella Salto).
Utilizzando mezzi per traslare i suoi affreschi, oggi il Santuario di Santa Filippa Mareri e’ uno dei punti di maggior interesse del paese ed ospita il Museo di Santa Filippa Mareri dove esposti reperti dell’antico monastero e dei quadri di De Chirico (grande amante del territorio). Passeggiando verso il lago si puo’ notare l’unico edificio storico di Borgo San Pietro,la chiesa di Santa Maria delle Grazie al Lago da qui si puo’ giungere alla spiaggia Miralago.
Foto Gallery Petrella Salto e Borgo San Pietro
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